C’era una volta un trenino…

La mia storia è simile, se non uguale, a quella di tanti modellisti, iniziata in una mattina natalizia, con la corsa con il cuore in gola per l’emozione, a vedere cosa c’era sotto l’albero… E sotto l’albero c’era una confezione Marklin con locomotore E44 e tre vetture, oltre a tre vagoni merci, binari, stazione. Era il Natale 1960, ed avevo sei anni. Di allora, ancora oggi, è viva l’emozione, che si rinnova, magari più razionalmente controllata, ogni volta che arriva il pacchetto, o che si entra in un negozio, in uno di quei negozi sempre più difficili da trovare nella nostra Italia popolata di videogiochi e animali meccanici, o che si entra in una di quelle piccole bolge che vengono chiamate ufficialmente mercati, o mostre scambio o…fate voi. Adesso l’emozione è anche un impianto che occupa qualche metro quadrato, in una stanzetta tutta sua, continuamente modificato, rimaneggiato, fotografato, pulito, riparato, spolverato, ammirato, amato, giocato. Giocato, perché il gioco è l’anima del modellismo. Mi dicono che sono pazzo perché faccio girare sui miei binari modelli costosi, modelli vecchi di decine di anni, modelli che tanti metterebbero in vetrina, ammirandoli per le loro forme perfette, perdendosi però il loro rumore, la loro piccola grande potenza, la loro fluidità di marcia, le loro luci, i loro effetti sonori. Insomma, storia di ordinaria, lucida, folle passione modellistica. Il mio trenino adesso conta un impianto su due livelli, con due stazioni, rimessa locomotive con piattaforma, rimessa locomotori, controllo digitale totale per la trazione, digitale ed analogico per scambi e segnali, possibilità di conversione momentanea analogica, sia della linea aerea che di parte dei binari. I rotabili in uso corrente sono, naturalmente, tutti digitali, mentre gli analogici sono amorevolmente conservati nelle loro scatole in un cassetto tutto per loro. Le mie epoche preferite sono la III e la IV, ma possiedo anche modelli di epoca V (che di solito non uso nel plastico) e di epoca II (solo vagoni). L’impianto è stato realizzato nel 2002 ed in seguito modificato più volte. Gli interventi più importanti sono stati la realizzazione nel 2005 della nuova stazione secondaria al secondo livello (serie di immagini “Ampliamento plastico”), al posto della precedente, che aveva una funzione praticamente solo ornamentale, la sostituzione dei binari M con quelli C (serie di immagini “Binari C”) nel 2006 e l’ampliamento dello scalo merci dell’anello esterno con un ulteriore binario di sosta (2007). Vi lascio alle immagini del mio impianto: buona visione.

Binari C

Di seguito, alcune foto dell’impianto, prima e dopo l’intervento.

Ampliamento plastico

Vintage

Gli ultimi arrivi

I filmati

Ampliamento 2

Invio le foto, in ordine cronologico, dello sviluppo del plastico più recente, ovvero quello del 2011. In verità alcune sono state pubblicate anche nel forum, ma questa sequenza mi sembra più esaustiva.

In pratica ho prolungato il secondo livello di oltre otto metri, seguendo il muro di fondo e terminando con un cappio di ritorno, realizzando uno scorcio di paesaggio alpestre in un angolo, con tanto di cordata alpinistica impegnata nella conquista della vetta.

IL PLASITICO DEGLI ANNI VENTI

Il terremoto del centro Italia del 2016 ha colpito duramente la mia città e la mia casa, che ha avuto bisogno di importanti interventi di messa in sicurezza e successivo restauro.

Anche il locale del mio plastico ha avuto necessità di intervento di miglioramento sismico e questo ha reso necessario il totale smontaggio e trasferimento del materiale presso altro locale per il periodo necessario.

Complice il COVID, dal 2019, recuperato il locale e appositamente sostituito l’arredo, ho realizzato il nuovo tracciato, terminato nel 2021.

Il concetto costruttivo è stato quello di avere un tracciato che consentisse di godere appieno della vista dei modelli, potendo nel contempo avere una circolazione dei treni interessante, sia per il visitatore che per l’operatore. Altro obiettivo che mi sono posto è stato quello di realizzare l’impianto con materiale recente (è di un paio di mesi fa l’acquisizione della nuova CS3) ma anche che contenesse pezzi della storia Marklin, come una sezione di binari M, oltre che K e C, e dei pezzi storici come la piattaforma girevole 7186, il relativo deposito loco 7028 e la gru 7051. Anche i segnali sono i vecchi analogici, alimentati da circuito e comandi separati.

Nessuna possibilità invece di uso di loco analogiche, per le quali realizzo periodicamente dei piccoli impianti per ricordare il mondo analogico Marklin degli anni 60 del secolo scorso.

Di seguito potete vedere una serie di foto che documentano, oltre che lo stato attuale, anche le varie tappe della realizzazione. Sarò contento di ricevere i vostri apprezzamenti e domande sul mio lavoro, che, naturalmente, è suscettibile di migliorie e ampliamenti nel futuro.